Il vero obiettivo inconscio si vede dal risultato oggettivo e reale.
Indipendentemente da quello che pensiamo razionalmente e da quanto ci sembri spiacevole il risultato.

Quando mi dicono che il problema che mi stanno sottoponendo è colpa del mercato, della crisi, delle raccomandazioni, del partner, dei genitori, del gatto e chi più ne ha più ne metta, mi viene da sorridere. Perchè non è vero.

E questo vale sia per i privati che seguo negli ambiti personali e professionali che per le imprese.

Quando le cose non funzionano e non riusciamo a raggiungere il risultato che avremmo voluto, è perchè c’è un problema di paradigma. E il paradigma più diffuso è quello che in genere ci porta a trovare qualcuno o qualcosa di esterno a cui imputare la responsabilità del nostro fallimento. Parola dura, lo so. Per questo comprendo che si cerchi di evitarla come la peste.

Nel paradigma che propongo e porto con me nel mio lavoro proviamo a ribaltare la situazione: facciamo che non c’è qualcuno o qualcosa che possa davvero impedirmi di raggiungere il mio obiettivo. Facciamo anche che il fallimento è l’unico modo in cui realisticamente posso imparare come raggiungerlo.

Perchè è chiaro: se avessi già avuto tutte le competenze necessarie, non sarebbe stato un problema. E’ evidente che mi manca qualche pezzo oppure non ho ancora capito qualcosa.

Nel mio lavoro sia con le aziende che con i privati, parto sempre da qui: capire dove si sono arenati e cosa sta davvero determinando il blocco. E il blocco non è mai qualcosa che viene dall’esterno. E’ sempre qualcosa che è interno e dunque può essere risolto in autonomia, indipendentemente dalle condizioni circostanti.

E’ lì che tipicamente arriva la resistenza. Per ottenere qualcosa di nuovo e di migliore bisogna essere disposti a rinunciare ai “vantaggi” della situazione attuale, che ci sono sempre seppure nascosti: credenze, zone di comfort, ritorni tangibili e non, scarichi di responsabilità, addirittura mettere in discussione quello cha abbiamo imparato e studiato finora, etc.

Ma quando siamo abbastanza forti o abbastanza stufi da superare la naturale riottosità al cambiamento, improvvisamente cambia anche la realtà intorno a noi. Connessioni, possibilità, soluzioni che fino al giorno prima non avremmo nemmeno immaginato potessero esistere.

Se accettiamo il crollo delle certezze e il fallimento come step necessario per apprendere quello che ci serve per progredire, possiamo mettere le basi per ottenere davvero quello che vogliamo.


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