Scusa, ti disturbo?

Scusa, ti disturbo?

“Scusa, ti disturbo?”

A quanto pare non si deve più dire.

Ma sarà vero?

Ultimamente molte persone mi hanno sottoposto la questione, avendo letto o sentito che sarebbe meglio non dirlo quando si contatta qualcuno, soprattutto in ambito professionale.

La versione più soft suggerisce di utilizzare altre formule, come “è un buon momento?”, “posso rubarti 5 minuti?” e simili.

La versione più strong suggerisce addirittura di non dare all’interlocutore possibilità di replica e procedere direttamente a sciorinare il nocciolo della questione. La modalità adottata dalle chiamate spam per capirci.

Vediamo perché nel mio paradigma questo non ha niente a che fare con l’assertività o la comunicazione efficace.

1) Utilizzare formulette imparate a memoria non modifica come ci sentiamo. È come il “sorridi quando parli al telefono” dei corsi sulla vendita: posso anche sorridere, ma se dentro vorrei sotterrarmi ogni volta che faccio una chiamata poco cambierà. La parola disturbo non mette in sottomissione rispetto all’interlocutore se non lo siamo già. E se lo siamo già non sarà una frase diversa a fare la differenza, inconsciamente si percepisce tutta la sottomissione, l’insicurezza, l’incertezza, il disagio.

2) Certo, le parole hanno un valore e un potere intrinseco inconscio, non razionale. Ma se le utilizziamo inconsapevolmente, cioè senza andare a lavorare su ciò che realmente ci crea disagio, non avranno l’effetto desiderato. Non solo: dovremo consumare parecchie energie per recitare la parte e non sono proprio certa che il gioco valga la candela. Se proprio mi devo impegnare, meglio che sia per la risoluzione reale del problema.

3) La soluzione estrema, cioè iniziare a parlare a raffica senza preoccuparsi del fatto che l’interlocutore sia disponibile o meno non è assertività, è prepotenza. Purtroppo le due cose vengono spesso confuse, mentre in realtà sono agli antipodi. È la classica situazione in cui si prevarica per non essere prevaricati, ma questo è segno di debolezza, non di forza.

4) Va da se quindi che il problema per me non è tanto che la tecnica funzioni o meno. A volte funziona anche, solo che lo fa facendo leva su una manipolazione negativa e dunque solo su quei soggetti che sono già in difficoltà di loro. Perché chi è abbastanza forte se ti deve rimbalzare ti rimbalza comunque. È un po’ come le truffe: con qualcuno funzionano e con qualcuno altro no, ma il punto è che bisogna scegliere se vogliamo essere dei truffatori oppure no. 

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YOUR VOICE YOUR JOB – Fai della tua voce una preziosa alleata

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