Quante volte capita di rimanere delusi perchè un collega, un amico, un partner, un familiare che ritenevamo di grande potenziale disattende le aspettative?

Il problema del potenziale è che spesso non è reale. Siccome il nostro cervello conosce solo se stesso, tende a colmare i vuoti con quello che ha. E dato che il potenziale per definizione non è concretamente espresso va da se che quando ci affezioniamo ad esso, non vediamo qualcosa che appartiene all’altro, ma quello che noi avremmo fatto al suo posto.

Ecco perchè di solito, chi si “innamora” (in senso lato) del potenziale di qualcuno, finisce per allontanarlo e rimanere deluso.

Il meccanismo inconscio in soldoni è questo: vedo qualcosa che non si traduce nei fatti ma che secondo me è possibile e lo attribuisco all’altra persona. Quindi mi metto in standby, aspettando che l’altro tiri fuori quello che io ho deciso essere il suo potenziale. L’altra persona non necessariamente ha quelle qualità o competenze che in realtà sono mie, oppure anche se le ha non ha la benchè minima intenzione di metterle in atto.

A questo punto siamo in un empasse in cui io sono in attesa e l’attesa ci porta per forza ad uno stato di svalutazione. Nel contempo sopravvaluto l’altro che sente la pressione delle mie aspettative.

Ecco che, senza nemmeno rendermene conto, sono scivolata nella pretesa, che di per se è sempre un atto di prepotenza perchè nessuno ci deve niente e ognuno ha diritto di fare quello che gli pare nella vita, anche se noi non siamo d’accordo.

La mia pretesa diventa una sorta di aggressione o di minaccia per l’altra persona che tendenzialmente reagirà o allontanandosi o aggredendo a sua volta.

A quel punto resto lì come un’ebete a chiedermi che cosa sia successo, mi arrabbio, vado in depressione.

La soluzione quindi è riappropriarci del potenziale: quello che abbiamo affidato a qualcun altro, in realtà appartiene a noi, quindi se lo consideriamo positivo sta a noi metterlo in atto.
Il resto si muoverà di conseguenza.

La verità è che in potenziale tutti potremmo fare tutto, poi è una questione di scelte e di responsabilità. Cominciamo a prenderci la nostra.

Quindi ora ti chiedo: cosa succederebbe se ti riappropriassi del potenziale, della fiducia, del potere che finora hai dato agli altri? Che scelte dovresti fare? Cosa cambierebbe nella tua vita?


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