Nell’articolo precedente abbiamo visto che lavorare significa sostanzialmente risolvere un problema a qualcuno in cambio di denaro.
Ma come facciamo a risolvere i problemi?
Ecco che dobbiamo introdurre un altro tema tanto fondamentale quanto maltrattato: le competenze.
Non è un caso che nei CV la sezione competenze faccia spesso venire crisi di pianto ai recruiter e sia di solito costituita da un copia e incolla dagli esempi del formato europeo. Quando in consulenza chiedo ai miei clienti di fare un elenco completo delle competenze che possiedono, nella maggior parte dei casi vanno in tilt. Blocco. Elettroencefalogramma piatto. Pure se hanno una carriera di tutto rispetto e un CV degno di nota.
Ho capito quindi che c’è un problema di definizione anche in questo caso: facciamo fatica a definire cosa sia una competenza, quando possiamo dirci competenti e non dimentichiamoci del celeberrimo “chi si loda si imbroda”.
Facciamo un esperimento: secondo il mio punto di vista le competenze non sono altro che gli strumenti che utilizziamo tutti i giorni per risolvere problemi di qualsivoglia natura. E se li risolviamo con successo, abbiamo un elemento oggettivo per definirci competenti.
Tu quanti problemi hai risolto oggi? E quali capacità hai usato per risolverli? Scrivilo, se ti va condividilo nei commenti e, se hai voglia di farlo per una settimana di fila, sono sicura che ti verrà voglia di rifare il tuo curriculum! 🙂
Ghelareh


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